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Scritto da fr. Claudio   
lunedì 04 gennaio 2010

I progressi della scienza medica e biologica stanno rendendo sempre più comuni delle pratiche impensabili fino a qualche anno fa; basti pensare al trapianto di organi o alla coltivazione in laboratorio di tessuti umani.
Alcune di queste pratiche, come la sperimentazione su embrioni o la clonazione, però, sollevano importanti questioni etiche che dividono l'opinione pubblica tra chi pensa che il progresso scientifico non debba e non possa essere arrestato da questioni morali e chi invece pensa che qualche limite lo si debba pur porre.
Di fronte a questo dilemma che può sembrare lontano, ma che invece è più vicino di quanto pensiamo, come si comporta il cristiano che ha come riferimento la Parola di Dio?

La domanda può sembrare oziosa: perché può interessarci ciò che scelgono di fare gli scienziati nei loro laboratori? Eppure potrebbe essere una delle loro scoperte o invenzioni a salvarci o meno la vita la prossima volta che saremo in ospedale... o almeno questo ci sentiamo dire da quanti sostengono la scienza a tutti i costi.
Ma è veramente così?

Noi sappiamo che è solo Dio che fa vivere o morire (Deuteronomio 32:39); indipendentemente dal fatto che esista o meno una cura umana a un nostro male, Egli è potente di guarirci.
È quindi inutile la ricerca scientifica? Indubbiamente non dobbiamo cadere in questo estremismo: al contrario, è nobile prodigarsi per il bene e la salute del proprio prossimo, ma questo può portare a delle situazioni in cui il medico ha tra le mani la vita del paziente e sarebbe auspicabile che sappia, per coscienza o per imposizione, quale sia la cosa giusta da fare.

La ricerca che più di tutte ha fatto parlare di sé in merito alle diverse questioni morali è stata sicuramente quella genetica, ovvero la scienza che studia i meccanismi dell'ereditarietà negli organismi. Nata come disciplina poco più di un centinaio di anni fa, la genetica è progredita a tal punto che nel 2001 è stato annunciato il completamento del sequenziamento dell'intero genoma umano; nella pratica, gli scienziati sono adesso in grado di dire a cosa serve ciascuna delle diverse parti del nostro DNA, il codice che sta alla base della vita.

Una tale conoscenza sta aprendo tutta una serie di nuove prospettive sul futuro, alcune incoraggianti ma altre preoccupanti: da una parte sentiamo previsioni ottimistiche di giorni in cui potremo curare tutte le nostre malattie con farmaci personalizzati sul nostro codice genetico; dall'altra udiamo inquietanti discorsi sulla possibilità di scegliere l'aspetto dei nostri figli, se non addirittura di clonarli per ricavarne organi di ricambio in caso di patologie gravi.
Forse non vivremo abbastanza per vedere questi futuri, ma quasi certamente li vedranno i nostri figli, dato che già oggi assistiamo a sperimentazioni di scienziati che clonano pecore, innestano cartilagini di orecchie umane sulla schiena di topi e addirittura congelano embrioni umani per riciclarne il materiale genetico.

Ci chiediamo se, come cristiani, ci sia un modo per contrastare il fenomeno o se dobbiamo semplicemente accettarlo come un altro segno dei tempi malvagi in cui ci troviamo a vivere.
Sebbene sappiamo che tutto questo aumenterà nel tempo, soprattutto quando si avvicinerà la fine (2 Timoteo 3:1-5), non dobbiamo cessare di pregare affinché Dio freni l'avanzata del nemico (2 Tessalonicesi 2:6-7): la Bibbia ci invita, infatti, a combattere nello spirito contro le insidie del diavolo (Efesini 6:10-18).
Combattere nello spirito, in questo caso, vuol dire pregare perché Dio converta i cuori di scienziati e governanti affinché si accorgano dei loro errori, per il bene della città (o della nazione) in cui viviamo (Geremia 29:7) e per ogni autorità costituita (1 Timoteo 2:1-2).
Mai il combattimento deve arrivare a essere "contro carne e sangue", ovvero uno scontro polemico, verbale e finanche fisico contro chi sostiene queste cose. Certamente, se un governo ci dà la possibilità di esprimere la nostra scelta tramite, per esempio, un referendum, è cosa buona e giusta votare con coscienza; ma il cristiano non si occupa di questioni politiche su questa terra perché è un cittadino dei cieli.

E a livello personale e quotidiano? Cosa facciamo quando dobbiamo scegliere se accettare o meno la terapia che il medico ci propone? La cosa migliore sarebbe essere sempre informati per evitare di peccare per mancanza di conoscenza (Osea 4:6). L'uso di cellule staminali, ad esempio, è perfettamente lecito se queste sono prese dai cordoni ombelicali o dal liquido amniotico, ma se vengono prese da embrioni c'è il serio rischio di renderci complici di un omicidio, forse non davanti alla legge, ma di sicuro davanti a Dio, perché cosa ne sappiamo noi di quando Dio soffia la vita in un nuovo essere umano?

La Bibbia afferma che "Come tu non conosci la via del vento, né come si formino le ossa nel grembo della donna incinta, così non conosci l'opera di DIO che fa tutto" (Ecclesiaste 11:5); e ancora: "Egli ha fatto ogni cosa bella nel suo tempo; ha persino messo l'eternità nei loro cuori, senza che alcun uomo possa scoprire l'opera che DIO ha fatto dal principio alla fine" (Ecclesiaste 3:11).
Questi versetti contengono una grande verità. Potrà sembrarci di aver fatto enormi progressi nella tecnologia e nelle scienza, ma questo è ancora niente di fronte all'infinita sapienza di Dio. Siamo in grado dire quando in un feto si formano le ossa e quando gli organi, ma non sappiamo perché si formino proprio in quel momento e cosa coordini il tutto affinché avvenga in modo così perfetto e meraviglioso.

Questi sedicenti scienziati che pensano di potersi sostituire a Dio manipolando e creando la vita a loro piacimento, non si accorgono che conoscono poco e male il "cosa", mentre sfuggono loro completamente il "come" e il "perché".
Come appassionato di scienza ben comprendo il desiderio e la curiosità di conoscere, ma come credente devo accettare i miei limiti di fronte alla vastità della sapienza del mio Dio.
Ma soprattutto mai, in nessun caso, posso pensare di sostituirmi a Lui.
Uno solo è l'autore della vita (cfr. Atti 3:14-15); uno solo il Creatore.
"Non lo sai forse, non l'hai udito? Il DIO di eternità, l'Eterno, il creatore dei confini della terra, non si affatica e non si stanca, la sua intelligenza è imperscrutabile" (Isaia 40:28).

 
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