Chiesa Evangelica Betania

 
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Daniela PDF Stampa E-mail
Scritto da La Redazione   
venerdì 22 gennaio 2010

Dopo aver chiuso il sondaggio passato registrando che la maggior parte di noi quando è in difficoltà confida in Cristo e solo pochi confessano di chiudersi in se stessi, vi presentiamo la testimonianza di Daniela che, non trascurando l’insegnamento di sua madre, ci racconta di come, nella sua giovinezza, ha conosciuto il vero Amico, l’unico che ha saputo consolare il suo cuore deluso: Gesù.

Come altri, anch’io desidero dare la mia testimonianza, nella speranza che possa essere motivo di riflessione e d’aiuto per coloro che pensano che sia strano a 17 anni lasciare il mondo per seguire Gesù.

Sono nata in una famiglia credente, ma quando avevo solo quattro anni, mio padre, per problemi di salute, decise di non frequentare più la chiesa Evangelica e di conseguenza lo impedì anche a mia mamma.
Di nascosto da mio padre, mia mamma leggeva la Bibbia a me e a mio fratello e ci insegnava i canti. Sebbene fossi piccola, mi piaceva ascoltarla e conoscere le cose che riguardavano Dio, questo Dio che a volte mi sembrava buono, mentre a volte sembrava come avercela con la mia famiglia per tante sofferenze che dovevamo subire.
Crescendo capii che non era così, perché Dio non se la prende con nessuno, nemmeno con il peggiore dei peccatori. Nella vita vi sono momenti felici, ma anche momenti tristi e dobbiamo saper ringraziare Dio e accettare tutto quello che Egli ci dà in ogni situazione, come diceva Giobbe: “Se da DIO accettiamo il bene, perché non dovremmo accettare anche il male?” (Giobbe 2:10).

Ero un’adolescente tranquilla, non frequentavo strane compagnie. Grazie anche a mio padre che non mi dava la libertà di uscire, non ho mai fatto uso di stupefacenti o altro, eppure anch’io ero attratta dal mondo come ogni adolescente. Dio già allora mi voleva proteggere da tanti errori; infatti, mi ha fatto incontrare buone amiche e compagne di scuola posate: nessuna di loro voleva fumare o andare in discoteca e nemmeno bigiare; tutte cose che tanti ragazzi della mia età facevano. Ora ringrazio Dio per questo; in fin dei conti non mi sarebbe servito a niente provare tutte quelle cose!

Avevo circa 16 anni, quando ci fece visita dalla Campania una zia di fede evangelica e proprio in quei giorni era stata organizzata un'agape fraterna in chiesa. Mia zia voleva portare anche noi e insistette tanto che alla fine mio padre acconsentì a lasciarci andare.
Era la prima volta che partecipavo a un'agape e anche se non conoscevo quasi nessuno mi trovai subito a mio agio. Da quel giorno, cominciammo a frequentare i culti. Mio padre, ovviamente, non era d'accordo, ma nonostante tutto continuammo ad andare in chiesa tanto che, dopo un po', si rassegnò e non ci disse più niente (o quasi).

All’età di 17 anni decisi di fare il battesimo in acqua; ricordo che è stato un giorno bellissimo!
In quel periodo frequentavo un ragazzo, non evangelico, ma in ogni modo serio, con cui mi trovavo bene; poco dopo iniziai a sentirmi a disagio con lui e cominciai a pensare che era inutile continuare a frequentarci poiché non condividevamo la stessa fede, o comunque non avevamo gli stessi obiettivi. Provai a invitarlo in chiesa, ma non era interessato: per lui la differenza di fede non contava nulla, per me invece era importante; ci rimasi molto male e allora chiesi a Dio cosa dovevo fare.
Sapevo che era giusto che ci lasciassimo, ma non riuscivo a farlo perché tenevo molto a lui; poi a un tratto le cose cominciarono a cambiare e insieme decidemmo di non vederci più.
All'inizio stavo molto male, anche se ero certa che avevo fatto la cosa più giusta, ma sentivo la sua mancanza. Fu allora che intervenne Gesù nella mia vita.

Gesù seppe consolarmi! Come?
Spesso mi trovavo da sola e piangendo parlavo con Lui. Per chi non l'ha mai provato questa può sembrare una cosa assurda, eppure in quei momenti avevo la certezza di avere un amico lì con me. Non udivo voci, non vedevo nessuno, ma nello stesso tempo ero sicura che c’era qualcuno vicino a me che mi consolava e non mi sentivo più sola.

In seguito iniziai a frequentare i giovani della chiesa; con loro passavo molto tempo, a volte ci riunivamo a casa di qualcuno per passare una serata insieme o per mangiare una pizza. Con loro stavo bene perché potevamo condividere ogni cosa, soprattutto la nostra fede, e potevamo anche pregare insieme. Di nuovo, a qualcuno può sembrare una cosa strana, invece per noi era normalissimo, anzi erano momenti bellissimi: non mi mancava niente di tutto ciò che avevo lasciato nel mondo, avevo trovato tutto in Gesù.

Da allora Lui è stato il mio migliore amico, a Lui potevo raccontare tutto di me e sapevo che non mi avrebbe mai delusa. E dopo quasi vent'anni, posso ancora confermarlo.
C'è un versetto nella Bibbia che ha toccato il mio cuore e anche oggi mi fa capire quanto Gesù mi ama e ci ama; è scritto nel Vangelo di Giovanni e dice: “Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi; e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto, e il vostro frutto sia duraturo, affinché qualunque cosa chiediate al Padre nel mio nome, egli ve la dia” (Giovanni 15:16).
La prima volta che lessi queste parole, mi misi a piangere perché pensavo che non ero niente e nessuno per meritare di essere scelta da Gesù per diventare una Sua figlia.
Per questo motivo non smetterò mai di ringraziarlo!

 
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