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Il fenomeno delle mega-chiese PDF Stampa E-mail
Scritto da fr. Daniele   
venerdì 05 febbraio 2010

Le mega-chiese negli Stati Uniti d'America sono un fenomeno sociale conosciuto ormai da molti anni, ma in quest'ultimo ventennio hanno raggiunto nuovi modelli di espressione.
Il nome stesso ci chiarisce che sono "chiese" di enormi dimensioni, dalle strutture dove si svolgono le riunioni al numero di credenti che vi partecipano, dal personale che lavora in queste chiese al giro di affari che ne scaturisce...

In passato ve n'erano un numero inferiore, finalizzate più allo scopo religioso, mentre al presente sul territorio americano sono aumentate, inglobando soprattutto chiese più piccole sotto una stessa denominazione, oltre a raccogliere il frutto di opere di evangelizzazione ben pianificate svolte attraverso televisione e radio. Molte di queste strutture offrono supermercati, palestre, biblioteche, ristoranti e strutture sociali di ogni tipo, diventando piuttosto dei luoghi di riferimento primario per la vita sociale di chi vi partecipa, senza far sentire obbligatoriamente un richiamo spirituale a frequentare il luogo di culto.
Si crea quindi del commercio, che va dalle Bibbie firmate da noti leader a gadget di ogni tipo, quali libri "cristiani", dvd e cd di musica "cristiana", vacanze a scopo religioso, abbonamenti a servizi sociali e così via. Considerando che vi possono essere dai 2000 (numero minimo di credenti per classificare l'assemblea come una mega-chiesa) a un numero infinito di frequentatori, il guadagno e il giro d'affari che si sviluppa è enorme. Se consideriamo, inoltre, che negli USA le strutture a scopo religioso sono esenti dal pagamento di tasse onerose, comprendiamo perché le unità governative competenti svolgano spesso indagini sulle mega-chiese per appurare che non siano gestite per fini illeciti.

Il termine "chiesa", sotto qualsiasi denominazione, dovrebbe far pensare a un luogo in cui si parla del Dio che si crede e si adora, un luogo in cui i messaggi siano incentrati sulla divinità e sui suoi insegnamenti. Ma nei raduni di queste mega-chiese si parla solo del bene (materiale) che Dio dà all'uomo e di presunte regole e meccanismi psicologici per vivere nel successo in armonia con se stessi e il prossimo. È il "vangelo del benessere" il fulcro centrale della loro dottrina, un "vangelo" secondo il quale Dio manifesta la sua benedizione in questa vita con l'abbondanza economica, il successo professionale, la salute fisica, l'autostima e quant'altro di "buono" l'uomo possa desiderare nella sua vita terrena, spingendo sempre più i credenti a donare e a comprare dalle varie attività commerciali proposte. Per non parlare del fatto che le riunioni vengono presentate a mo' di show, concentrando tutta l'attenzione sul leader principale e su elementi che emozionano l'uomo, come la musica e le coreografie sceniche.

La gerarchia di queste chiese è molto complessa: normalmente a capo vi è un Pastore-Predicatore guida spirituale indiscussa delle anime e insegnante, nonché profeta, delle dottrine praticate. Tali personaggi ostentano la propria ricchezza come dimostrazione dei propri insegnamenti e benedizione da parte di Dio, sebbene molti di loro siano tuttora indagati dalle autorità per vedere se il loro tenore di vita sia "moralmente" in regola con il tipo di organizzazione che gestiscono e se i loro alti guadagni sono onesti e giustificati (visto che provengono dalle offerte dei credenti e dall'attività religiosa), e non il risultato di una facile frode ai danni dello Stato.
Oltre a quelli delle autorità governative, l'interesse e la curiosità intorno a questi personaggi e movimenti arriva anche da sociologi, psicologi, antropologi, e giornalisti che studiano il fenomeno dandone possibili spiegazioni.
Molti di loro vi individuano il "modello americano" incarnatosi sotto un aspetto religioso: bisogna effettivamente dare atto che la gestione di queste chiese è basato su standard manageriali aziendali, dalla formazione del personale (coloro che lavorano all'interno delle mega-chiese) allo sviluppo e alla crescita della società (incremento e investimento economico) attraverso la produzione (più credenti che offrono e comprano).

Gli Stati Uniti si propongono e sono molte volte presi come modello di riferimento dalle altre popolazioni: in Italia questo fenomeno si è già manifestato, ma per ora non ha avuto molto seguito, secondo alcuni perché in genere gli europei vivono la fede in maniera diversa, molto attaccati alla propria tradizione e agli insegnamenti ricevuti. I paesi che invece hanno dato una risposta positiva al fenomeno delle mega-chiese sono Sudafrica, Russia (con alcuni paesi dell'est europeo) e, negli ultimi anni, l'America Latina. Nulla toglie che, con il passare degli anni e il grande "successo" che fa seguito a questi movimenti, ciò venga praticato anche in Italia e nei paesi confinanti.

Abbiamo illustrato in modo sommario quale sia il fenomeno; certo è che, indubbiamente, ogni confessione può avere insegnamenti diversi, pratiche particolari o anche essere in aperto contrasto con chiese simili.
Ma è giusto che il credente debba accettare ogni vento di dottrina purché si parla di Dio e del nome di Gesù, fino a interpretare la Bibbia in modo da poter giustificare questa gran benedizione materiale che secondo alcuni Dio da ai suoi figli?
Oppure, è giusto affidarsi alla propria tradizione e rifiutare ogni novità?

No, il credente nato di nuovo deve solo ed esclusivamente correre alla Parola di Dio che è la lampada che illumina il cammino di fede del cristiano (Salmo 119:105), senza cercare interpretazioni particolari (2 Pietro 1:20), e chiedere a Dio che gli riveli nel cuore e nella mente la Sua volontà, in modo da poter capire gli insegnamenti della Scrittura per mezzo dello Spirito Santo!

La grandezza materiale di una chiesa non è sinonimo di spiritualità. I credenti spirituali sono quelli che si lasciano condurre dallo Spirito Santo in ubbidienza agli insegnamenti del Signore. Se Dio vuole che una comunità sia enorme di numero, Egli stesso opererà per questo scopo. Il problema nasce quando è l'uomo a voler avere a tutti i costi strutture gigantesche dove si tengono riunioni con migliaia di partecipanti perché, così facendo, crede di compiere la volontà divina.
Mai il Signore ha detto di fare in questo modo, bensì "dovunque due o tre sono riuniti" nel suo nome lì è la sua presenza (Matteo 18:20); dove le anime si riuniscono nel nome di Gesù, ecco che lì c'è la Chiesa di Cristo, non importa se si tratta di uno scantinato, un luogo pubblico, una riunione fatta in segreto a causa delle persecuzioni, un incontro di evangelizzazione, con pochi partecipanti o con molti: ciò che rende l'insieme dei credenti una "Chiesa" è il Signore Gesù. Già in questo aspetto l'adesione delle comunità più piccole in mega-chiese superstrutturate deve farci riflettere se tale è desiderio di Dio o di uomini.
Nella Bibbia troviamo che la Chiesa in alcune città era formata da una famiglia o da un gruppo di donne pie, in altre da pochi che credettero alla testimonianza dell'Evangelo; non sempre si realizza un avvenimento simile a quello della Pentecoste (Atti 2), dove le conversioni furono migliaia. Quando a iniziare un'opera è l'uomo, si ripete l'errore della torre di Babele (Genesi 11), ovvero voler a tutti i costi dimostrare la propria grandezza senza rendersi conto di essere miseri e nudi come la Chiesa di Laodicea di cui si parla nel libro dell'Apocalisse.
Non troviamo alcun insegnamento biblico che sproni la Chiesa a essere una struttura di efficienza sociale; il praticare virtù come il sostentamento dei bisognosi, dei poveri, delle vedove, il servire alle mense, il donare ad altre Chiese nella necessità, sono opere che vengono dall'amore di Dio sparso nei nostri cuori, senza aspettarci nulla in cambio. Che cos'hanno queste virtù cristiane in comune col rendere la Chiesa un'azienda a tutti gli effetti? Credo sia evidente la differenza tra l'offrire pasti a persone indigenti e l'aprire un ristorante o un fast-food sotto il nome di Gesù!

Tuttavia, si nota che le mega-chiese si trovano sempre più vittime del loro "vangelo del benessere": quando sanno che non ci sarebbe partecipazione dei credenti a motivo di eventi particolari, le riunioni vengono annullate. Ad esempio, il Natale, sebbene non sia una celebrazione per la Chiesa del Signore, viene praticato da moltissime confessioni evangeliche in America; dato che in quel giorno tutti restano con le proprie famiglie e non si spostano per andare nelle mega-strutture di culto, le riunioni previste per quel giorno vengono annullate. Vi chiedete il perché? Semplicemente perché se i costi di gestione delle riunioni (trasmissione televisiva, trasmissione radiofonica, elettricità, staff della chiesa, ospiti pagati e così via) non vengono sostenuti da un'offerta adeguata per mancanza di partecipanti, i responsabili decidono di non tenere la manifestazione.
Ma il culto è per gli uomini o per Dio? Bisogna onorare la cassa del tempio o l'Eterno con tutto il nostro cuore, il nostro spirito e il nostro corpo? Impariamo a dare l'onore che spetta a Dio!

Inoltre, la crisi economica globale ha avuto ripercussioni anche sulle mega-chiese, eppure ben si guardano dal predicare il fallimento di alcune società molto indebitate, per continuare a dimostrare le benedizioni materiali che Dio ha riversato su loro.

Altro fattore da prendere in considerazione è quello emotivo, del coinvolgimento.
Trovarsi in un'assemblea con tantissime persone che cantano, pregano, lodano e invocano il nome del Signore, dove musicisti, orchestre e ballerini le accompagnano con stupende musiche, coreografie ed effetti visivi, ci coinvolge completamente; diventa impossibile per l'uomo discernere quando è Dio che si muove nell'assemblea e si pensa che l'atmosfera creata sia la manifestazione dello Spirito Santo. Il profeta Elia, per grazia di Dio, seppe riconoscere il passaggio dell'Eterno nella voce che era come un dolce sussurro; allo stesso modo la Chiesa, che ha anche il dono dello Spirito Santo, deve riconosce quale sia la voce del buon Pastore. Certamente anche la lode a Dio va espressa in base al massimo delle capacità che Egli ci ha donato, ma prima di ogni cosa sia fatta con sobrietà e decoro, da veri figlioli di Dio riscattati dal prezioso sangue dell'Agnello; infatti molte "manifestazioni" della nostra adorazione non sono gradite al Signore, proprio come lo erano i sacrifici illeciti nell'Antico Patto. Un canto potrà anche essere cantato in modo stonato ma, se fatto per opera dello Spirito, è di vera benedizione per l'assemblea; lo stesso si dica per una predica dura della Parola di Dio che, rispetto a tante illusioni e metodi "tratti della Bibbia" per far andare bene la vita terrena, è di grande benedizione a chi l'ascolta perché conduce alla vera Vita.

Con questo articolo non si vuole giudicare l'operato di altri (per questo c'è il Signore Gesù che giudicherà anche il mio e quello di ogni uomo), ma è assolutamente necessario vegliare e valutare continuamente alla luce della Parola di Dio se ciò che ci accade intorno o all'interno della nostra comunità si svolge secondo la Sua volontà.
Di sicuro una Chiesa ha bisogno delle offerte dei credenti per sostenere i ministri, pagare le spese della struttura, provvedere al sostentamento dei bisognosi, perché così è insegnato nella Parola, ma giungere all'eccesso di avere enormi strutture commerciali dove prima dello Spirito Santo viene il bilancio economico deve farci rabbrividire e aprire gli occhi su come si vuole ubbidire all'Eterno.

Voglia Dio dare grazia e mettere la sua mano di protezione sui suoi ministri, i quali vegliano sul suo gregge, e sull'intero suo popolo che forma la Chiesa universale, al fine di sottometterlo alla sua autorità per servirlo come credenti guidati dallo Spirito Santo e non dalla carne.

Pace nel Signore!

 
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